Perchè scegliere me

Perché rivolgersi a me:

Innanzitutto dovremmo parlare di come la società veda lo psicologo e di come noi pensiamo che la società veda lo psicologo, sono due fattori solo apparentemente simili ma nel secondo c’è la nostra interpretazione su come percepiamo la società.

Nella nostra cultura, non facilmente si riesce a dire “vado dallo psicologo”. Si dice facilmente: vado a messa, vado ad una partita di calcio, vado al cinema, vado dal cardiologo, vado dal ginecologo ma andare dallo psicologo si comunica solitamente alle persone che ci stanno più vicino, quelle di fiducia.

Lo psicologo cura la mente, una spicciola deduzione è: “se vai dallo psicologo sei malato”. La cosa che mi balza in mente è come la nostra società rifiuti le malattie, dobbiamo essere tutti sani e belli, quindi non possiamo risultare malati, nemmeno temporaneamente.

Quindi possiamo parlare di: depressione, ansia, stress o la nostra società respinge anche questa possibile eventualità?

Nella mente, c’è il nostro essere persona: i nostri valori, la nostra cultura, la nostra sensibilità, le nostre sofferenze, i nostri timori, i nostri affetti, le nostre emozioni.

I giovani di oggi hanno meno pregiudizi riguardo lo psicologo, in realtà ciascuno di noi nelle diverse fasi della vita ha bisogno di un sostegno. Già, perché lo psicologo è innanzitutto una persona in grado con i suoi strumenti di fornire un sostegno, un aiuto che non può arrivare in modo efficace da una mamma, una amica, una moglie o un marito.

Lo psicologo è uno specialista!

Ma non è solo il sostegno, anche se già questo significa tanto per ciascun essere umano.

Possiamo parlare di esplorazione?  Si, possiamo.

A volte con ingenuità e un filo di presunzione crediamo di conoscere noi stessi, ma qualcosa nei nostri conti non torna…

Il titolo di questo argomento sembra molto autoreferenziale, sembrerebbe quasi che ci si aspettasse di leggere frasi autocelebrative, frasi che vadano sull’autocompiacimento come: sono bravo, sono bello ed ho tante qualità.

No, non per questo.

Posso dire in merito al credere di conoscersi, che per me la psicologia ha un senso nella corrispondenza del fare un viaggio in due, una esplorazione del conscio e dell’inconscio. Nel rapporto con il mio paziente si intrecciano storie dell’infanzia con episodi del presente, passando per i desideri, le speranze svanite e le nuove che si devono formare o si stanno per formare, e i sogni. Sia sogni ad occhi aperti che ad occhi chiusi. Quando noi dormiamo l’attività cerebrale non si ferma, durante il sonno a volte produciamo sogni (in realtà sogniamo sempre ma ne siamo consapevoli soltanto alcune volte), i sogni hanno un significato, nel sogno ci siamo noi, perfino quando nel sogno non ci vediamo. Nel nostro modo di intendere la vita ci siamo noi, nelle nostre passioni e nelle nostre emozioni, ci siamo noi come non mai.

Scegliere me, è scegliere di fare un viaggio con me, un viaggio introspettivo, in cui le cose che vediamo non sono all’esterno del nostro essere persona ma all’interno.

 

Non c’è viaggio più bello, più intenso, più interessante che vedere dentro se stessi.