Gruppo esperenziale

Circa cinque anni fa iniziai a condurre gruppi esperenziali e continuo a farlo perché i gruppi esperenziali danno una sensazione di benessere sia ai partecipanti che al conduttore.

Scoprii molti anni fa l’efficacia di un lavoro in gruppo, con i tossicodipendenti. Già ho parlato in un precedente articolo dei gruppi e di quanto sia difficile darne spiegazione ai neofiti.

Basti pensare che nella gruppo analisi esiste il lavoro: di gruppo, in gruppo e attraverso il gruppo.

I miei gruppi esperenziali non sono terapeutici e quindi non hanno la pretesa di essere curativi, però hanno un alto tasso di emotività, ogni partecipante si può percepire in un modonuovo o in un modo che raramente lascia emergere all’esterno. C’è il proprio modo di entrare e stare in relazione con gli altri, percepibile dentro se stessi, infatti il gruppo esperienziale pone le condizioni per un ascolto interiore. Vi è la propria modalità di essere persona con le tantissime sfumature del nostro modo di essere.

Nei miei gruppi esperenziali si gioca tanto, si sorride, si ride, si sente.

Esattamente, “si sente” a livello emotivo intendo!

Si sviluppa una migliore percezione dei propri stati emotivi, e infine li si elabora.

In poche parole, anzi in due: emozione e riflessione, il gruppo esperienziale innesca questi due elementi.

Nel gruppo esperienziale ci si diverte e si entra in relazione anche con persone sconosciute, un contatto vero, emotivo che difficilmente può avvenire in altri contesti con persone che non si conoscono.

Cosa occorre? Esserci

Quanti partecipanti ? Da sei a venti persone, in genere preferisco una via di mezzo tra le dieci e quattordici persone.

Si crea tra i partecipanti in breve tempo, un clima di confidenzialità e di benessere, la volta successiva ci si incontra come se si incontrasse un caro amico

Cosa si fa? Utilizzo tecniche di danza movimento terapia e lo psicodramma

Cosa sono? Complicato da spiegare, più facile da sperimentare, del resto prima di fare il conduttore dei gruppi, ne ho lungamente preso parte come partecipante. Bisogna provare.

Non occorre essere Carla Fracci ma nemmeno un ballerino dilettante, si può essere rigidi come bastoni di scopa e fare un gruppo di movimento terapia (terapia, nei miei gruppi è solo la definizione  per le tecniche che uso, lo scopo non è la cura di un eventuale disturbo psicologico ma l’ascolto interiore e la riflessione di ciò che ha indotto l’esperienza di gruppo)

Lo psicodramma invece è un metodo terapeutico che ho acquisito nella scuola di specializzazione che mi appresto a concludere. Come tutte le cure per dare dei risultati serve tempo e costanza, invece io preferisco utilizzare solo alcune tecniche dello psicodramma, facendole rientrare nel gruppo esperienziale. E’ un mettere in scena una realtà immaginaria o reale, per esempio una discussione avuta con un collega di lavoro, una diatriba con uno o più componenti della squadra sportiva con cui si gioca il martedì, un dialogo tra cognato, sorella e madre.

Poi mi avvalgo di giochi di gruppo, quasi tutti hanno a che fare con il movimento fisico. Durante il gruppo esperienziale, propongo, tre, quattro o cinque giochi…c’è spesso la risata ma c’è anche la riflessione, c’è l’aspetto emotivo .

I miei gruppi esperenziali durano dalle due alle tre ore, con quindici minuti di pausa a metà sessione. In genere chi prova questa esperienza la vuole ripetere il prima possibile.

Ah dimenticavo, non si viene in abito da sera, meglio in tuta o con vestiti comodi per i movimenti,  al tacco 16 è preferibile un paio di scarpe da ginnastica, alcune volte faccio togliere anche le scarpe, così vi raffreddate.

 

 

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