Borderline

Il disturbo di personalità borderline (così è la dicitura per intero), è abbastanza diffuso, la sindrome può essere confusa con altri disturbi di personalità o dell’umore. I sintomi infatti sono variegati, un attento specialista non dovrebbe avere troppe difficoltà a diagnosticarlo.

Al solito evito di scrivere quello che potete facilmente trovare su internet, e navigo a vista pensando i pazienti che ho già seguito.

E’ inevitabile parlare dei sintomi, la persona con tratti borderline (per abbreviare, da ora scriverò semplicemente “borderline”), sente dentro sé un profondo senso di vuoto, questa sua sensazione si può manifestare (includendo l’ira) nella sua drammaticità con comportamenti autolesivi (tagli, morsi, schiaffi) o suicidari. La persona si sente svuotata, vive un senso di profonda sofferenza e un’identità instabile. L’altro sintomo infatti è un senso di insicurezza associato a bassa autostima, l’insicurezza insieme al senso di vuoto creano una labile identità: “io chi sono?” è una domanda che il borderline può fare e può farsi con una certa ricorrenza.

Altri sintomi che tengono a schiacciare verso il basso il borderline sono l’ansia e la depressione.

La persona è molto recettiva e altrettanto responsiva agli stimoli, come si dice comunemente è molto sensibile. Spesso non “legge” correttamente gli input interni ed esterni, tende ad ingigantire i fatti che gli accadono, sia sulla sfera cognitiva che emotiva. In poche parole, ha un’altissima sensibilità ma spesso non interpreta correttamente gli stimoli, così un “no” o un “forse” che per le altre persone avrebbe scarsa rilevanza, per la persona borderline può attivare una vigorosa rabbia o uno stato depressivo.

Già, oltre la sensazione di vuoto e lo stato depresso, il borderline prova spesso rabbia non adeguata, non proporzionale, all’evento emotigeno.

La persona “border” può avere una sessualità promiscua oppure una ipersessualità, può essere portata a correre pericoli, può amare le situazioni rischiose.  Con una certa frequenza “il borderline” è dipendente: usa droghe, alcool, psicofarmaci o si avvicina al gioco d’azzardo, a volte ma non sempre è poliassuntore (beve, usa droghe) e gioca d’azzardo.

Nella mia esperienza nelle comunità per tossicodipendenti, mi sono rapportato molte volte con la persona borderline.

Non è un caso che rimarco “persona”, da quello che avete finora letto ci si potrebbe spaventare, in realtà il “borderline” ha un’alta empatia, riesce “a sentire” molto l’altro, sa essere una persona dolcissima per la tanta sensibilità che ha come caratteristica. Ha una disperata paura “dell’abbandono”, infatti crea legami molto viscerali, e proprio a causa della paura di essere abbandonato, è molto manipolativo, anche se imprime nelle relazioni un forte senso di attaccamento. L’interruzione di una relazione (anche amicale) per il borderline è un dramma, qualcosa di angosciante.

La forte impulsività fa sì che crei dei legami altalenanti: può passare da una rabbia furiosa al mettersi a piangere e poi pentirsi del proprio comportamento, in brevissimo tempo. Infatti la persona borderline non è immune dai sensi di colpa.

Solitamente questo disturbo insorge nell’età adolescenziale, i sintomi si attenuano in età avanzata e possono scomparire con adeguato trattamento.

Borderline, significa letteralmente “linea di confine” ma al di là del significato, dell’incasellamento in un quadro clinico, la persona borderline prova angoscia e frustrazione

La persona borderline, soffre moltissimo, un dolore difficilmente quantificabile, ma soffre molto…soffre di sé e degli altri, con comportamenti distruttivi e autodistruttivi.

I fattori che possono essere scatenanti sono: la storia familiare e i legami che si sono creati all’interno della famiglia, traumi (incluso abusi), condizioni sociali incerte.

Questo turbinio di emozioni, invasive, pervasive, dirompenti, il borderline può imparare a gestirle, occorre rivolgersi ad uno specialista, affrontare un percorso insieme, probabilmente lungo e complesso ma che può produrre ottimi risultati.

Scrivendo ho immaginato i tanti volti delle persone che ho seguito, tutti con dei tratti comuni, ognuno con la sua esclusività di vivere e interpretare il mondo.